DOV’É IL LIBRETTO D’ISTRUZIONI?

E’ nato. Sono lì nel letto della clinica che aspetto mi portino il mio fagiolino ed in quel momento sono ferma nella convinzione di non essere pronta. Speroi arrivino con il pupo ed un libretto d’istruzione che spieghi per filo e per segno come funzioni. Ed invece eccolo, finalmente stretto a me, la sua unica certezza in un mondo decisamente immenso per lui, che cerca disperatamente il contatto con la sua mamma.

Ero quasi incredula all’idea che fosse vero, lo guardavo, sfioravo, stringevo, per sentirne la presenza reale, non quella sognata, immaginata nei 9 mesi precedenti. E lo era: un pupetto piccino piccino, in carne ossa, ancora rosso in faccia e con gli occhietti semichiusi dal sonno. Pochi movimenti incerti per cercarmi con quelle sue manine perfette e minuscole. Forse colpa degli ormoni, dell’emozione, ma lo guardavo e piangevo dalla felicità, e mi stupivo ad ogni sguardo della cosa stupenda che ero riuscita a fare. Quei suoi occhi mi facevano guardare fuori dalla finestra e vedere un Febbraio dai colori primaverili. Peccato che non fossi l’unica a piangere, quel minuscolo essere aveva un urlato in grado di raggiungere tonalità Pavarottiane.

Mi chiedevo continuamente cosa avesse, cosa ci fosse che non andasse, per la disperazione lo chiedevo spesso a lui, che l’unica risposta che poteva darmi era l’ennesimo pianto disperato.

E così, in mancanza del famoso libretto d’sitruzioni, chiamai l’ostetrica in soccorso che mi avvicinò quel piccolo fagiolino al seno facendomi capire che era solo bisogno di fame. Ma in quel caso era il mio seno che non era pronto. Ci rimasi quasi male quando mi portarono un biberon pieno di latte da dargli. Pensai di essere una cattiva madre perchè non riuscivo a dargli il mio latte. E allora ci riprovai ancora e ancora fino a che non ci riuscìi.

In quel momento iniziai a capire che quel desiderio di occuparmi di lui veniva ben prima dei dolori post parto e di tutti gli annessi e connessi che rendono difficile una rapida ripresa. E soprattutto realizzai di non aver mai provato così tanto amore e tanta felicità in tutta la mia vita.

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