LA FAVOLA DEL CO-SLEEPING

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C’era una volta una ragazza che dormiva beata 8 ore di fila nel suo letto matrimoniale, in lenzuola di seta profumate, concedendo un angolino piccolo piccolo al suo compagno, che dal canto suo le rubava le coperte durante la notte.

Un bel giorno i due ignari decisero di realizzare insieme una famiglia e dalla loro unione nacque un Fagiolino bellissimo.

Da quel momento improvvisamente le notti diventarono più brevi, le lenzuola di seta furono sostituite da quelle di cotone, il letto, sebbene fosse rimasto matrimoniale, non concedeva più lo spazio di prima, anzi anche la ragazza iniziò a dormire sul bordo estremo del letto, mentre il centro era occupato interamente dal fagiolino, che per quanto piccolo fosse, con le sue posizioni li teneva tutti alla larga. Si stava stretti, si dormiva meno ma c’era un momento bellissimo che si riproponeva ogni mattina al risveglio:quel trio così imperfetto di notte, si stringeva nell’abbraccio più perfetto esistesse che faceva dimenticare ogni cosa. E così quelle coccole mattutine resero tutti felici e contenti.

Questa è la nostra versione della favola del co-sleeping ma ne conosciamo altre molto diverse e con finali meno romantici: genitori stressati, che dormono in letti separati, che pur di dormire darebbero qualsiasi cosa.

Per noi il co-sleeping è stata una scelta.

Tornati a casa dall’ospedale avremmo potuto abituare il fagiolino subito alla culla ma non abbiamo voluto. L’istinto di averlo vicino, attaccato, di proteggerlo ha prevalso sul buon senso ed i consigli degli amici. Sapevamo che forse ce ne saremo pentiti ma non è stato così.

Eravamo anche consapevoli dei rischi ma con il sonno leggero che ho io e con un compagno nottambulo, per fortuna ce la siamo cavati.

È trascorso un anno e e mezzo da quando il fagiolino è nato e lui dorme ancora in mezzo a noi, rubandoci spazio, coperte e sonno. Giusto, sbagliato? Non credo ci sia una risposta. Noi abbiamo agito da genitori chioccia.

Ora però sta per arrivare il fratellino, ed abbiamo pensato sia tempo di abituarlo pian piano al lettino per distaccarlo un po’ da noi e regalargli un po’ più di autonomia ( e a noi un po’ di spazio!). Non sarà semplice per lui né tantomeno per noi, ma con una nuova routine serale potremmo farcela.

Il lettino é già li, lui ancora nel nostro letto. Riusciranno i nostri eroi nell’impresa?!

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