RITI DA GRAVIDANZA

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Dalla 30ima settimana in poi ci sono dei riti, dei gesti che una futura mamma compie per prepararsi all’idea che il fagiolino che porta in grembo, sta per realizzarsi nella sua vita. La preparazione della “valigia per l’ospedale” è stato uno di questi: ricordo di averci dedicato qualche settimana tra l’acquisto dei body ( manica lunga? corta?), delle tutine (cotone?ciniglia?), dei pannolini ( quale marca?), delle salviette, delle camicie da notte per me ( almeno tre), degli assorbenti post parto ( tanti). Avevo comprato delle bustine per suddividere cosa avrebbe dovuto indossare il mio piccolino durante il ricovero e vi avevo applicato un adesivo colorato per indicare il suo nome: “Lorenzo Costantino”. La tenevo ai piedi del letto ed ogni giorno ci aggiungevo qualcosa, sperando di non dimenticare nulla. Sembrerà una banalità ma è stato emozionante, significava iniziare a prendermi cura di lui. Tanto emozionante come il Baby Shower organizzato dalla mia cognatina.

Premetto che le americanate non mi sono mai piaciute e quella “Doccia di regali”, diventata tanto in voga anche in Italia, non volevo farla: alla fine dopo vari convincimenti ed essendosi fatta carico di gran parte dell’organizzazione, Carolina ha messo su una festa indimenticabile. Oggi devo ringraziare lei se ho un ricordo così bello di quel giorno di festa con tutti i miei amici. Mi hanno aiutato, a poche settimane dalla data presunta del parto, a sdrammatizzare su tanti aspetti che in cuor mio mi preoccupavano: sarò in grado di farlo nascere? Una volta nato scatterà in me il senso materno? Il mio corpo tornerà ad uno stato di normopeso? In quel momento sembravo più un’anguria enorme, di quelle che d’estate trovi sui banchi della frutta in bella mostra. E così tra risate, dolcetti, foto, regali ( una valanga), ho trascorso un sabato pomeriggio spensierato. L’indomani sarei partita per andare a casa dei miei ed iniziare con i monitoraggi: da lì partiva il vero countodown ed ogni momento sarebbe potuto essere quello buono per partorire.

Per la serie “Mary stai in campana, non si sa mai che questo fagiolino avesse fretta!”.

M

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