PRONTI,PARTENZA,VIA!

“Pronta?”.  La domanda risuonava secca in sala parto ed io in quel momento avevo solo una risposta: un Si urlato a squarciagola da renderne informati anche i vecchietti del reparto geriatria.  Ma in realtà in certe circostanze chi è davvero pronto?!
Se a questo aggiungete che in quel momento ben 7 persone erano davanti a me e scrutavano curiosi e attenti la mia gemma, potete capire la mia sensazione di disagio.
Mi ero preparata per mesi a vivere quel momento e tutto quello che ne sarebbe seguito, non c’era tutorial o libro che io non abbia visto o letto. Se avessi dovuto fare un esame avrei preso trenta con lode ma nel momento in cui si passa dalla teoria alla pratica ecco che la mia mente fa tabula rasa di ogni informazione e finisco per sentirmi come un pesce rosso in una bolla.
Un pesce rosso parlante visto che riesco a raccogliere le ultime briciole di lucidità e a sillabare al pubblico non pagante davanti a me :“Epidurale!!!”. In pochi minuti grazie alla “santissima“, la soglia di dolore lentamente si abbassa ed io per un momento penso sia tutto finito. Invece era appena iniziata.

Si, non sentivo più il dolore ma la mente era più attiva che mai. Per capirmi pensate ai momenti topici della vita, quelli che avrebbero potuto segnare un cambiamento profondo della vostra esistenza: un cambio di città, la scelta di sposarsi, o quella di lasciare il lavoro per inseguire un sogno. Non molti li affrontano a cuor leggero ed il motivo è solo uno: non si sa cosa aspettarsi da un cambiamento e ciò che non si sa, fa sempre paura.

Infatti nemmeno immaginavo che “essere pronta” significava molto di più della parola in sé e lo avrei realizzato solo in seguito.

Sei tu donna pronta a diventare mamma, rimanendo una donna, una moglie,un’amica, una figlia ed una donna in carriera? Ora rispondi con me:”Si, Sono pronta!”.
Non credo ci fosse la radio in sala parto ma d’improvviso mi sembró di ascoltare i Queen.

” I’m a shooting star leaping through the sky, Like a tiger defying the laws of gravity” (Sono una stella cadente che attraversa il cielo, come una tigre che sfida le leggi di gravità). Don’t stop me know…”( non mi fermate ora..).

In effetti fermarsi era impossibile e dalla faccia vittoriosa del ginecologo e da quella tendente al bianco lenzuolo di T. , capii che il momento atteso durante quei nove mesi, spesso immaginato, era alla fine arrivato.
Un ultimo grande, grandissimo sforzo, per nulla doloroso ma così faticoso da lasciarmi stremata sul lettino. Il silenzio e poi il suo pianto.
E così da che avevo un cocomero gigante al posto della pancia, dopo ore di sofferenza e urla conclusive, ascoltate anche questa volta dagli stessi vecchietti di cui sopra, ho in grembo l’essere più piccolo ed indifeso del mondo. Ed improvvisamente capisco di non essere pronta affatto ma di amarlo più di ogni altra cosa al mondo.

“Scusate, dov’è il libretto d’istruzioni?!!!”

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